fbpx

I 5 errori più comuni nell’email marketing

Home > Blog > I 5 errori più comuni nell’email marketing

I 5 errori più comuni nell’email marketing

L’email marketing è uno strumento vincente per tantissime tipologie di business, dall’attività locale all’e-commerce. Ci sono davvero pochi casi in cui iniziare a raccogliere indirizzi email per avviare una strategia di email marketing non è indicato; tuttavia, vi sono invece molti casi in cui l’email marketing viene utilizzato in maniera errata, compromettendo la propria reputazione o commettendo sbagli facilmente evitabili.

Vediamo quindi quali sono gli errori più comuni che si commettono sia prima che durante l’utilizzo dell’email marketing.

Acquistare liste di contatti

Viene da pensare che più contatti ricevono la nostra email e più possibilità ci sono di generare una vendita o concludere un affare: sbagliato.
Acquistare liste di contatti, oltre essere proibito, è infatti estremamente controproducente. Mettetevi nei panni del destinatario: per quale motivo dovrebbe trovare interessante una mail scritta da un mittente sconosciuto e per la quale non ha fatto alcuna richiesta? Risulta decisamente più probabile che chi riceve questo genere di email non solo ignori la vostra, ma che si disiscriva dalla vostra lista o vi segnali come spammer. Infatti, molto spesso questo genere di email vengono rilevate come spam finendo nella relativa cartella.
Siete sicuri di voler spendere dei soldi per fare questa fine?

La prima cosa da chiedersi è piuttosto: “Chi potrebbe trarre giovamento dalla mia email e perché?“. Solo chi vi conosce e ha fato il proprio consenso è un contatto pronto (se non adesso, a seguito delle vostre email) a convertire. Investite nell’incentivare i vostri attuali clienti o i visitatori del sito ad iscriversi alla vostra newsletter ed otterrete subito dei contatti di alta qualità.

email marketing

Sbagliare la scelta dell’oggetto

L’oggetto di una email è forse la cosa più importante in assoluto, perché fa la differenza fra l’ignorare e cancellare il messaggio oppure aprirlo per scoprire di più. Sceglierne uno breve ed al contempo in grado di attirare l’attenzione ed accrescere la curiosità del lettore è la scelta vincente. Quanto breve? Beh, considerate che da desktop i caratteri visualizzabili sono 60, mentre da mobile appena 30 caratteri.

Non personalizzare l’email

Tra le decine di email che si inviano e ricevono ogni giorno, perché non personalizzare il corpo dell’email in modo da far percepire quelle righe di testo come qualcosa di più personale? Una mail che inizia con “Ciao Marco” è senz’altro più amichevole di un totalmente impersonale “Gentile cliente”. I merge tag per personalizzare le email ci sono e sono tanti; usiamoli! 🙂

Non diversificare le email utilizzando le liste

Ogni iscritto alla nostra newsletter è diverso dagli altri: può essersi iscritto attraverso facebook, oppure attraverso il sito, oppure ci ha scritto la sua email su un post-it. E ancora può essere un teenager, un adulto fra i 30 e i 50 anni o un over 70. Perché dunque comunicare con tutti allo stesso modo? Appare abbastanza chiaro che il tono da utilizzare con un teenager è ben diverso da quello idoneo per una persona anziana; questo stesso principio può essere utilizzato anche per le modalità di acquisizione del contatto, della sua storicità, del sesso, della frequenza con cui acquista ecc.

Non utilizzare le email automatiche e lo storytelling

I contatti vanno coltivati: non cerchiamoli solo quando abbiamo bisogno di alzare i nostri profitti 🙂 Rendiamoli piuttosto partecipi dei nostri nuovi sviluppi e delle novità, condividiamo i nuovi articoli del blog, offriamo uno sconto in occasione del compleanno dell’iscritto… Ci sono un sacco di automazioni utilizzabili in base al tipo di business (anche gratuite, come quelle di Mailchimp): imparando a sfruttarle, una volta impostate faranno tutto da sole.

By | 2017-10-09T12:44:46+00:00 9 ottobre 2017|Web Marketing|