Perché il tuo ecommerce non vende abbastanza: le 10 cause

10 motivi per cui il tuo sito e-commerce non vende

Ci siamo: finalmente dopo diverse settimane (o mesi) di sviluppo, finalmente il tuo e-commerce è online e pronto a ricevere le prime vendite.

I prodotti sono stati inseriti, tuttavia le conversioni non arrivano.

I giorni passano, ma la tua casella di posta continua a restare vuota, così come il tuo conto in banca.
La tua domanda sarà senz’altro “Perché il mio e-commerce non vende?“.

Cosa succede? E soprattutto, come risolverlo?

L’e-commerce che non converte è un problema comune nei nuovi siti appena aperti, ma riguarda anche siti più anziani che in passato vendevano tantissimo e che poi hanno smesso di convertire.

Vediamo quali sono le criticità (anche le più insospettabili) che possono influire sulle vendite, e se ne individui una o più di una che fa al caso tuo, corri subito ai ripari!

10 cause per cui il tuo e-commerce non vende

1. Sito non posizionato sui motori di ricercaposizionamento ecommerce motori di ricerca

Il posizionamento è quella cosa che, detto in parole povere, quando un utente cerca i tuoi prodotti su Google, quest’ultimo mette in prima pagina (in alcuni casi anche la seconda può andar bene) il tuo sito come risultato.

Se il tuo sito non viene restituito mai come risultato per nessuna ricerca, va da se che nessuno può sapere che il tuo sito esiste, e conseguentemente acquistarci.

Per verificare che il tuo sito sia posizionato puoi sfruttare diversi strumenti online, come ad esempio SeoZoom o il tracciamento di Google 

Analytics, che se opportunamente impostato può dirti quanti utenti vengono dalle ricerche organiche su Google.

2. Sito difficile da navigareecommerce struttura sito navigabile utente

In fase di progettazione e sviluppo dell’e-commerce non ci si può permettere di lasciare niente al caso: dall’homepage alla struttura del menù, tutto deve garantire all’utente di trovare quello che cerca, e di farlo il più facilmente possibile.
Per darti un metro di misura, ci dovrebbero essere al massimo 3 clic tra l’ingresso del visitatore su un sito ed il suo acquisto. Se hai impostato il tuo sito con una struttura di questo tipo:
Homepage > Mobili per la casa > Mobili per il soggiorno > Mobili in legno > Credenze, sappi che un’altissima percentuale di visitatori lascerà il tuo sito man mano che avanza nel labirinto di sotto-categorie che hai creato.
Opta piuttosto per una alberatura più snella: Homepage > Mobili > Credenze.

Non sottovalutare nemmeno il design e l’aspetto visivo: pop-up che si aprono ad ogni tot secondi, banner invasivi e strutture poco chiare possono incidere sulle visite e far scappare i tuoi visitatori appena atterrati sul sito.

3. Scheda prodotto non esaustivaecommerce scheda prodotto non esaustiva

Il commercio online ha come aspetto negativo il non poter vedere e toccare gli oggetti che vorremmo prima di acquistarli. Per porre rimedio a questo limite è necessario avere una scheda prodotto quanto più completa ed esaustiva è possibile.

Riprendiamo l’esempio della credenza.

Un utente interessato ad acquistare una credenza online avrà senz’altro necessità di sapere se un articolo di questo tipo, costoso e ingombrante, sarà in grado di soddisfare le sue aspettative. Oltre le classiche dimensioni di altezza, lunghezza e larghezza, sarà senz’altro più producente fornirgli informazioni aggiuntive: i ripiani sono alti abbastanza da farci stare la cornice in argento regalatagli dalla nonna? Il legno di che tipo è, e come va trattato perché non si deteriori col tempo? C’è un video che consenta di vedere l’oggetto in 3 dimensioni?


Leggi anche: Come ridurre i carrelli abbandonati del proprio e-commerce


4. Prezzo poco chiaroecommerce non vende prezzo concorrenza

Un prezzo poco chiaro o che lievita una volta aggiunto l’articolo al carrello non potrà che tramutarsi in una vendita mancata.

Il prezzo dei prodotti deve essere chiaro e trasparente; se il tuo cliente è un privato, è inutile indicare i prezzi imponibili. Allo stesso modo, delle spese di spedizione chiare e ben evidenti eviteranno l’abbandono in massa dei carrelli.

5. Prezzo troppo alto rispetto alla concorrenzaecommerce prezzo prodotto chiaro

Se rispetti già gli altri punti ma continui a non generare vendite, potresti non aver dato il giusto peso alla concorrenza.

Puoi infatti avere il più bel sito del mondo completo di qualsiasi informazione, ma se offri lo stesso articolo che è venduto su Amazon alla metà del prezzo, l’utente finirà per acquistare su quest’ultimo. Non solo per il prezzo, ma anche per l’affidabilità del marchio.

Se proprio non riesci ad offrire un prezzo concorrenziale (combattere Amazon è ovviamente impossibile, concentrati piuttosto su concorrenti che trattano la tua stessa nicchia di mercato), opta ad offrire un servizio aggiuntivo che giustifichi la differenza di prezzo, ovvero fai capire perché gli utenti dovrebbero acquistare da te.

7. Unique selling proposition non chiaraecommerce differenziazione concorrenza unique selling

Perché un utente dovrebbe acquistare sul tuo e-commerce? Cos’hai di particolare da offrirgli rispetto alle decine o centinaia di competitor presenti online?
Se vendi un prodotto innovativo di cui detieni l’esclusiva puoi passare oltre, perché sei estremamente fortunato 🙂

Se invece appartieni al 99,9% di mercati già sondati da altri competitor, devi necessariamente offrire e spiegare al tuo cliente qual è la caratteristica che ti distingue da tutti gli altri e quale vantaggio comporterebbe acquistare da te.

Tornando al nostro esempio delle credenze, se assieme al prodotto finale decidessi di inviare gratuitamente anche un prodotto specifico per la pulizia della suddetta credenza assieme ad un video che spiega il montaggio, incoraggeresti senz’altro l’utente a scegliere il tuo sito piuttosto che quello di un grosso competitor.

7. Poche modalità di pagamentoecommerce modalità di pagamento varie

Valuta i bisogni del tuo pubblico e adegua le tue possibilità di pagamento: un pubblico under 18 probabilmente non avrà la carta di credito per poter effettuare un acquisto, così come una persona più avanti con l’età potrebbe non fidarsi di pagare online, o potrebbe non avere una carta di credito e un conto PayPal. In questi casi, è necessario offrire il pagamento tramite contrassegno o bonifico bancario per intercettare anche questo pubblico.

Se invece vendi una tipologia di prodotti molto costosa, consentire il pagamento rateizzato renderebbe molto più accessibile l’acquisto ad una fetta più ampia di pubblico.

Non dimenticare poi il pagamento tramite PayPal o gli altri metodi virtuali! Tanto amati da giovani e meno giovani, spesso rappresentano anche un’ulteriore garanzia di affidabilità.

8. Sito all’apparenza non affidabile ecommerce sicurezza sito e affidabilità

A proposito di affidabilità, in Italia molte persone ancora non acquistano online perché “non si fidano”.

Sebbene questo numero continui a diminuire con il passare del tempo, assicurati che il tuo sito risulti affidabile non appena il visitatore atterra sul sito.

I tuoi contatti e la tua partita IVA sono ben visibili? Il numero di telefono al quale ti possono contattare per ulteriori informazioni è subito rintracciabile, in qualsiasi pagina? Il tuo sito è in HTTPS, e quindi garantisce un trasferimento sicuro delle informazioni personali degli acquirenti? La cookie e privacy policy sono aggiornate al 2018 secondo la normativa GDPR?


Approfondisci col nostro articolo: Le 10 caratteristiche che rendono un e-commerce affidabile


9. Cattiva (o non esistente) brand reputation online e/o offline

In questo caso devi valutare due cose:

  1. Se cerchi il tuo marchio online ottieni delle recensioni fra i risultati?
  2. Queste recensioni o commenti sono positivi?

Se la risposta ad una delle due è no, allora dovresti pensare di porre rimedio: prima di effettuare un acquisto su un sito non conosciuto, generalmente gli utenti si fanno furbi e cercano dei feedback online per assicurarsi di non incappare in una fregatura.

Non trovare nulla sul tuo conto non li invoglierà a premere “acquista”, mentre recensioni poco lusinghiere lo faranno scappare a gambe levate.


Leggi anche: Come gestire le recensioni ed i feedback negativi dei clienti


10. Sito non aggiornato da troppo tempoecommerce aggiornamento sito

Se il tuo sito non è nuovo ed un tempo performava, probabilmente è giunto il momento di un restyiling.
Così come le mode cambiano, anche i siti si evolvono. Se il tuo e-commerce è stato fatto nel 2012 e non è mai più stato toccato, se non per aggiungere qualche prodotto ogni tanto, non c’è altra scelta: o aggiorni il tuo sito oppure quest’ultimo è destinato a cadere nell’oblio.

Bonus: come aumentare le vendite del tuo e-commerce

Su internet non esiste una ricetta vincente per vendere. La parola d’ordine è testare, testare, testare.
Non dimenticare anche di inserire degli inviti all’azione (call to action) espliciti che invitino a contattarti per informazioni e spingano ad acquistare e, se dovessi avere dei dubbi su come apportare qualsiasi modifica al tuo sito, ti consigliamo vivamente di rivolgerti ad un’agenzia o ad un professionista. Un lavoro mal svolto o inconcluso, infatti, potrebbe avere l’effetto opposto rispetto a quello sperato.


Siamo a Ponte San Nicolò, Padova

in viale Germania 7/B
Telefono. +39 049 761908
Email. info@jwebstudio.it

Orari di apertura
Lunedì – Venerdì
8:00 – 12.30 / 14:00 – 18:00


Tranquillo, abbiamo a cuore la tua privacy! Ti assicuriamo che useremo i tuoi dati esclusivamente per rispondere alla tua richiesta di informazioni e non li cederemo mai a nessun altro. Nessuno spam da parte nostra!

Hai bisogno di una consulenza professionale per la presenza online della tua azienda?

Scrivici o chiamaci, non vediamo l’ora di conoscerti!

    I campi contrassegnati con il simbolo (*) sono obbligatori per l'invio del messaggio

    Articoli simili