Con l’avvento del Covid, le attività local e anche tanti professionisti hanno dovuto reinventarsi per poter continuare a fatturare nonostante il lockdown prima e le zone gialle, arancioni e rosse poi.

Chiusure e limitazioni hanno fortunatamente spinto sempre più utenti italiani a metter da parte gli scetticismi ed abbracciare il commercio online, vuoi per necessità e vuoi per ammazzare il tempo in qualche modo.

Tutte queste concause hanno generato un aumento esponenziale di vendite online, con sempre più e-commerce che vengono creati e messi online con la speranza di generare un profitto.

Se è vero però che è relativamente facile riuscire a mettere su un e-commerce anche autonomamente, con servizi quali ad esempio Shopify, è altrettanto vero che l’e-commerce è una vera e propria attività e, come tale, deve sottostare ad alcune regole e normative; non è dunque possibile darsi al commercio online dall’oggi al domani.

Quali sono dunque quelle informazioni che non DEVONO, mai e poi mai, mancare in un negozio e-commerce?
Vediamole insieme.

1. Informazioni sul venditore

Deve essere chiaro a tutti chi è il venditore, quali sono i suoi dati e i suoi contatti. Nel dettaglio, devono essere indicati sul footer del sito:

  • Ragione sociale
  • Domicilio o sede legale
  • Indirizzo email e contatti
  • N. REA o registro delle imprese
  • Partita IVA e codice fiscale (entrambi, anche se coincidono!)

Vediamo poi di rispondere ad una domanda che molte persone che desiderano aprire un negozio online si fanno:

È obbligatorio avere la partita IVA per vendere online?

Senza girarci attorno, la risposta è sì. Come ribadito anche da IlCommercialistaSulWeb in questo articolo, infatti, è sufficiente che il nostro negozio generi una sola vendita l’anno per poter essere equiparato ad una “attività continuativa” dal fisco.

 

2. Informazioni sui prodotti e/o servizi offerti

Prezzi e tariffe di prodotti e servizi in vendita devono essere espressi in maniera chiara ed inequivocabile. La buona norma vuole che siano anche posti ben in evidenza, per agevolare l’acquisto da parte dei clienti.

Assieme al prezzo del bene, è obbligatorio fornire anche informazioni circa imposte e costi di spedizione.

Imposte

Se ci si indirizza al pubblico privato, l’IVA è bene che sia già incorporata al prezzo esposto, mentre se ci si rivolge a una clientela business può non esserlo; l’importante è che sia chiaro se il prezzo è comprensivo di IVA o meno.

Costi di spedizione

In aggiunta a questo, le spese di spedizione devono essere SEMPRE indicate, meglio se sia sulla pagina relativa alle condizioni di spedizione (obbligatorio) che nella pagina stessa del prodotto (facoltativo, ma caldamente consigliato perché in questo modo l’utente ha tutte le informazioni utili sotto mano, agevolando il suo percorso di acquisto).

Vuoi offrire la spedizione gratuita? Ottimo, ma anche questo andrà opportunamente indicato 😉

 

3. Informazioni sul contratto

Ogni qualvolta un utente acquista un prodotto sul tuo negozio online, tu e lui stipulate un contratto di acquisto in cui tu ti impegni per fornire al tuo acquirente ciò che lui ha comprato.

Tali informazioni possono essere riportate nelle condizioni di vendita del tuo sito e devono riportare:

  • Fasi tecniche da seguire per portare alla conclusione del contratto, ovvero in che modo tu provvederai per fornire al cliente i prodotti o servizi acquistati;
  • Condotta da seguire perché il contratto venga portato a compimento, ad esempio i tempi in cui ti impegni a spedire i prodotti o a portare a compimento i servizi venduti, tempi stimati di consegna, ecc;
  • Conclusione del contratto. Di norma, un contratto si considera concluso quando l’acquirente entra in possesso del bene acquistato oppure quando il servizio viene portato a compimento.

 

4. Condizioni di vendita e spedizione

Quali sono i metodi di pagamento accettati?
Con che corriere vengono effettuate le spedizioni?
In quanti giorni viene evaso il mio ordine e dopo quanto tempo lo riceverò a casa?

Queste sono tutte domande che un utente si pone in fase di acquisto: indicarle non solo è obbligatorio, ma incentiva anche le vendite sul proprio sito assieme a tutti i dati menzionati in precedenza.

5. Informazioni sul diritto di recesso

Per l’acquisto di beni online, la legge impone che il consumatore abbia almeno 14 giorni di ripensamento, ovvero due settimane di tempo per riconsiderare il suo acquisto e rimandarlo indietro qualora non sia soddisfatto o abbia semplicemente cambiato idea. Nel caso di fornitura di servizi, i 14 giorni scattano dalla conclusione del contratto.

Il negozio online non può ridurre tale lasso di tempo, tuttavia può decidere di allungarlo per venire incontro al consumatore. Ad esempio, ASOS durante il periodo natalizio ha ampliato il diritto di recesso da 30 giorni (un periodo comunque molto ampio rispetto ad altri e-commerce) a ben 45 giorni.

Una cosa molto importante da considerare è che l’acquirente non è in alcun modo tenuto a motivare il suo diritto di avvalersi del diritto di recesso, né può essere forzato ad effettuarlo con un mezzo o una procedura particolare. Inoltre, il venditore è tenuto a rimborsare non solo il prezzo del prodotto, ma anche quelle di spedizione; restano a carico dell’acquirente solo le spese di spedizione del reso, qualora l’e-commerce non offra il reso gratuito.

Cosa succede se l’e-commerce non fornisce indicazioni sul diritto di recesso

Fornire informazioni sul diritto di recesso è obbligatorio per ogni e-commerce, ma cosa succede se le si omette?

La legge, in questo caso, stabilisce che il consumatore può recedere entro un anno e 14 giorni dall’acquisto. Inoltre, se ha rovinato il bene acquistato con l’usura, non è tenuto a risponderne.
Anche se non si specifica che è l’acquirente a doversi far carico delle spese di trasporto per la restituzione del prodotto, sarà il merchant a doversene fare carico.
Non male per l’omissione di qualche riga di testo, eh?

 

Normative vigenti per il commercio online

Come mettere il regola in proprio e-commerce e assicurarsi non solo di includere tutte le informazione qui elencate, ma anche di rispettare le normative vigenti per tutti gli aspetti relativi al commercio online?

Gli obblighi per il merchant, ovvero il venditore online, sono esposti:

  1. Nel D.lgs. 70/2003, all’art.7
  2. Nell’art.49 del Codice del Consumo
  3. Nell’art.51 del Codice del Consumo
  4. Con specifico riferimento al diritto di recesso, negli art. da 52 a 59 del Codice del Consumo

 

Come assicurarsi che il proprio E-commerce sia in regola

Per i non addetti ai lavori che si affacciano al mondo del commercio online, alcune delle indicazioni qui riportate avranno probabilmente generato dei dubbi in merito alla legalità della propria attività online.

Come fare dunque per essere sicuri che il proprio E-commerce rispetti le normative vigenti e non incorra in sanzioni o cause giudiziarie con i propri clienti?

La prima soluzione è senz’altro quella di appoggiarsi ad un avvocato esperto in diritto dell’internet e, in particolare, in commercio elettronico.

Un altro valido aiuto può venire anche da AICEL, l’Associazione Italiana Commercio Elettronico di cui siamo agenzia certificata, che offre appunto supporto e consulenza, anche legale, ad imprese ed enti che fanno commercio elettronico. AICEL fornisce anche il certificato “SonoSicuro” agli e-commerce più affidabili e, appunto, sicuri che soddisfano i criteri da loro imposti.

Infine, un ottimo supporto può essere fornito anche dalla propria Web Agency, che se opera con negozi elettronici saprà senz’altro offrire una prima consulenza su quelli che sono i punti in cui l’e-store è carente e come porre rimedio.

 


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